Centro di Ascolto  -  Fondo di Solidarietà 



E’ operativo da circa quattro anni il Centro di Ascolto della Parrocchia in casetta gialla, con apertura nei giorni di lunedì e giovedì dalle ore 16,00 alle ore 18,00.

Iniziativa voluta dal Consiglio Pastorale per favorire quelle persone che a causa della crisi economica si trovavano e si trovano in gravi difficoltà finanziarie.
L’iniziativa ha previsto sin dall’inizio una raccolta fondi da parte dei parrocchiani ed ha trovato subito una buona risposta di alcune persone/famiglie che si sono assunte l’impegno di una contribuzione mensile. A questa somma va ad aggiungersi quella beneficenza data dalle apposite buste che vengono anonimamente lasciate nelle cassette delle offerte in chiesa, nella cassetta della posta della canonica o consegnata direttamente ai sacerdoti. Vi sono state inoltre raccolte straordinarie in Chiesa ed offerte pure straordinarie da parte di alcune associazioni del paese.
Oltre alla raccolta fondi, da circa due anni abbiamo iniziato anche con la raccolta di alimentari in scatola posizionando due cesti nella navata centrale della chiesa ed uno per parte in quella laterale.

Il Centro di Ascolto Fondo di Solidarietà si inserisce nell’ambito delle varie attività caritative parrocchiali, in particolare in stretta collaborazione con la San Vincenzo, che da oltre 50 anni è operativa in parrocchia nell’assistenza alle persone in difficoltà.
La nostra attività principale è quella dell’ascolto per poter dare un momento di attenzione reale alla persona e, se possibile e dopo averne accertato l’effettiva necessità, concrete risposte alle varie richieste. Abbiamo sin qui sostenuto il pagamento di numerose utenze domestiche (luce acqua e soprattutto gas), ma pure interventi per far fronte a qualche affitto non pagato e altre situazioni quali l’acquisto di medicinali, il pagamento di spese per l’istruzione dei figli, etc. Gli interventi sono stati significativi sia relativamente al numero delle persone ascoltate che per le somme effettivamente elargite. Per ogni intervento provvediamo direttamente al pagamento dei bollettini postali o andando in farmacia per l’acquisto di medicinali.

Le persone che richiedono aiuto sono sia immigrati sia italiani. Colpiti soprattutto coloro che hanno un contratto a tempo determinato (soprattutto in cooperativa) ma anche chi era occupato in settori colpiti fortemente dalla crisi (es. quello edile). Significative le difficoltà finanziarie che gravano sui coniugi separati. Nella maggior parte dei casi chi è in difficoltà ha pure elevati debiti con società finanziarie che spesso portano a pignoramenti sul quinto dello stipendio, riducendo ulteriormente le disponibilità per poter arrivare al fine mese.
Uno degli obiettivi del centro di ascolto è quello di educare le persone che vi si rivolgono ad una buona gestione delle risorse finanziarie di cui dispongono e, per quanto possibile, alla restituzione dei prestiti ottenuti.
Attualmente abbiamo la necessità di trovare almeno un’altra persona per l’ascolto, ma l’obiettivo a breve sarebbe anche quello di trovare altri volontari che si possano occupare direttamente di almeno un paio di situazioni ciascuno oltre a poter avvicinare altre persone pure in difficoltà che non si rivolgono al Centro d’Ascolto.

E’ stata avviata inoltre una preziosa collaborazione con le altre associazioni caritative parrocchiali presenti al Buon Pastore(Caritas), al Pozzo, a Raldon e con il Centro Aiuto Vita. Con tutte le associazioni è stata costituita anche una commissione interparrocchiale della carità che si ritrova almeno una volta al mese, per confrontarsi sulle criticità della zona comunale e per favorire la formazione degli operatori.
Contemporaneamente negli stessi orari di apertura curiamo l’ascolto anche per conto della fondazione antiusura Tovini . Associazione che fa riferimento alla Curia di Verona e che pure cerca di dare risposte ai bisogni delle persone in stato di necessità finanziaria tramite la concessione di prestiti garantiti. Questa attività ha come “limite” la necessità di riscontrare positivamente la capacità di reddito e quindi restitutiva da parte dei richiedenti ,che, nel caso di perdita di lavoro o altro, purtroppo non c’è.



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