REGOLAMENTO


Premessa
L’identità e la funzione del consiglio pastorale parrocchiale si inserisce in un’immagine di Chiesa comunione, così come il Concilio Vaticano II ha indicato e il magistero successivo ha autorevolmente confermato. «Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione» (NMI 43).
La nostra Chiesa veronese, nel Sinodo diocesano, ha fatto propria questa impostazione e nell’indicare le vie del rinnovamento pastorale ha scelto di incarnare il volto di una Chiesa sinodale. In forza del Battesimo, infatti, ogni cristiano è chiamato a condividere la missione della Chiesa, nello spirito della corresponsabilità.

Costituzione
Art. 1
E’ costituito nella parrocchia di San Giovanni Battista in Nativitate il Consiglio Pastorale Parrocchiale a norma del Codice di Diritto Canonico, che - al canone 536 - così recita: «In ogni parrocchia venga costituito il consiglio pastorale, che è presieduto dal parroco e nel quale i fedeli, insieme con coloro che partecipano alla cura pastorale della parrocchia in forza del proprio ufficio, prestano il loro aiuto nel promuovere l'attività pastorale»

Natura
Art. 2
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP) è l'organismo ordinario
    •    della comunione  ecclesiale
    •    del discernimento comunitario e della corresponsabilità (VMP 12)
    •    di programmazione e di coordinamento dell'azione pastorale della parrocchia
    •    in ordine all'evangelizzazione, alla santificazione e alla carità dell’intera comunità e dei singoli battezzati (AA 26).

Compiti
Art. 3
Il CPP ha il compito di progettare, accompagnare, sostenere e verificare l’attività pastorale della parrocchia.
In particolare esso ha il compito di:
    •    promuovere e far crescere la comunione tra i singoli fedeli (laici, presbiteri, religiosi), le aggregazioni e i movimenti presenti in parrocchia, creando momenti comuni di incontro, formazione e preghiera, secondo quanto stabilito dal Sinodo Diocesano (§ 244)
    •    suscitare  la partecipazione attiva di tutti i fedeli alla sua vita e alla sua missione, passando dalla semplice collaborazione a una vera e propria corresponsabilità
    •    conoscere, approfondire, per poi far conoscere all’intera comunità, il progetto pastorale diocesano scegliendo i passi concreti di una sua realizzazione in loco
    •    elaborare un semplice progetto pastorale parrocchiale, d’intesa con i Consigli pastorali delle altre parrocchie della zona, alla luce del progetto pastorale diocesano.
    •    riflettere sulla situazione del territorio, individuandone le esigenze umane e religiose e proponendo interventi pastorali opportuni;
    •    stabilire rapporti di dialogo e di collaborazione con le istituzioni pubbliche e le aggregazioni laiche presenti sul territorio;
    •    mettersi “in rete” con i consigli pastorali delle parrocchie vicine (della “zona” o “unità pastorale”) in vista di un rinnovato slancio missionario di evangelizzazione del territorio, con attenzione privilegiata agli ambiti dei giovani e della famiglia e della caritò
A norma del Codice di Diritto Canonico (can. 536 §2), il parroco si avvale del parere consultivo del consiglio pastorale parrocchiale. Lo spirito della comunione e corresponsabilità offre altresì l’orizzonte dentro il quale intendere tale carattere “consultivo”.

Composizione
Art. 4
Il CPP è composto:
    •    dal parroco, dai sacerdoti e diaconi che hanno incarichi pastorali in parrocchia;
    •    da rappresentanti delle eventuali comunità religiose che operano in parrocchia;
    •    dai responsabili o rappresentanti dei principali gruppi di operatori pastorali (catechesi, liturgia, carità, missioni, tempo libero…)
    •    da alcuni consiglieri eletti direttamente per voto dai fedeli maggiorenni in una domenica fissata dal Consiglio Pastorale uscente.
    •     da due consiglieri cooptati dal parroco;
    •    da un membro del consiglio parrocchiale per gli affari economici.
Il numero dei componenti adeguato, alla nostra parrocchia è  indicativamente tra le 20 e le 25 persone.

I consiglieri
Art. 5
I componenti del CPP sono in qualche modo i rappresentanti e delegati della comunità. Perciò
    •    Devono distinguersi per coerente vita di fede e sincera appartenenza ecclesiale.
    •    Devono manifestare un certo grado di visione pastorale d’insieme, disponibilità alla comunione effettiva, capacità di dialogo.
    •    Devono essere residenti nella parrocchia o perlomeno partecipare stabilmente alla sua vita liturgica e pastorale
    •    I componenti del CPP devono aver compiuto la maggiore età e aver completato l’iniziazione cristiana.

Commissioni di lavoro
Art. 6
Per lo svolgimento dei suoi compiti, il CPP può istituire apposite commissioni o gruppi di
lavoro, a cui demandare lo studio di particolari problemi pastorali e l'attuazione delle corrispondenti
scelte operative, da sottoporre al parere del CPP.
Queste commissioni possono essere formate, oltre che dai consiglieri, anche da altre persone
competenti, cooptate dal CPP.

Segreteria
Art. 7
La segreteria del CPP è composta
    •    dal parroco, in qualità di presidente del CPP;
    •    da due laici (eletti a maggioranza dal consiglio) uno/a dei quali svolge la funzione di vicepresidente moderatore del CPP, l’altro/a eventualmente da segretario/a.
Spetta alla segreteria
    •    scegliere l’ordine del giorno e l’opportuna modalità di svolgimento dei lavori.
    •    far pervenire l’ordine del giorno ai componenti.
    •    redigere e conservare i verbali
    •    verificare la concreta realizzazione delle decisioni prese dal CPP
    •    decidere le opportune modalità per far conoscere all’intera parrocchia i temi in discussione, le scelte pastorali o i documenti elaborati nel CPP

Riunioni
Art. 8
È opportuno che il CPP sia convocato mensilmente (comunque almeno quattro volte l’anno). Il primo incontro è sempre di programmazione, l’ultimo di verifica.
Gli incontri si aprono con un momento di preghiera e ascolto della Parola di Dio. Questa prima parte è guidata dal parroco. La seconda parte del consiglio pastorale parrocchiale è moderata dal vicepresidente.
Il consiglio può essere convocato  in modo straordinario su argomenti specifici, qualora un terzo dei componenti lo richieda con uno scritto firmato e consegnato alla segreteria.
È opportuno che alcuni incontri all’anno (di carattere spirituale o formativo) siano fatti insieme ai consigli pastorali della zona della quale si fa parte. In questo caso l’incontro in zona sostituisce quello in parrocchia

Durata del CPP
Art. 9
Il CPP resta in carica quattro anni.
I membri del CPP, compiuto il quadriennio, possono essere rieletti per altri mandati. Per favorire l’obiettivo di una più ampia corresponsabilità, è opportuno che dopo alcuni mandati un membro sia sostituito.
Nella medesima ottica della corresponsabilità e comunione è normale che il consiglio pastorale giunga alla propria naturale scadenza, anche qualora avvenisse un cambio di parroco.

Assemblea parrocchiale
Art. 11
Quando le questioni in gioco coinvolgono l’intera comunità parrocchiale condizionandone negli anni il cammino e l’organizzazione, può essere opportuno convocare un’assemblea parrocchiale, aperta a tutti coloro che intendono parteciparvi. Questo per poter ascoltare più voci possibili e per giungere a un discernimento comunitario. L’assemblea parrocchiale può essere richiesta dal parroco o dalla metà più uno dei componenti del consiglio pastorale parrocchiale.

Rapporti con la parrocchia
Art 12
II Consiglio Pastorale Parrocchiale studierà gli strumenti più idonei per mantenere vivo e sviluppare il rapporto di corresponsabilità e di rappresentatività che lo stringe alla parrocchia intera. In particolare, darà opportuna pubblicità ai suoi lavori e alle sue deliberazioni attraverso la stampa parrocchiale e al sito parrocchiale

Consigli Pastorali Interparrocchiali
Art 13
In particolari momenti dell’anno o quando sono utili programmazioni che coinvolgano più parrocchie  della zona pastorale, è opportuno fare dei consigli pastorali riuniti

Site Login