Incontro del 21 febbraio 2015

BUON PASTORE 21.02.2015

LINEAMENTA DEL SINODO DELLA FAMIGLIA E QUESTIONARIO

PARROCCHIA “BUON PASTORE” GRUPPO FAMIGLIE 2014/2015

Dopo la visione del film “American life” visionato da ogni coppia a casa e la ripresa della testimonianza di Eduard e Mariana del 17 gennaio, il lavoro svolto nei tre gruppi, ciascuno dei quali prendeva in considerazione l’indissolubilità, la fedeltà e la fecondità del matrimonio, ha suscitato non poche riflessioni le cui sintesi si possono consultare sul sito della parrocchia: Resoconto incontro 17 gennaio
Il film "American life" e la testimonianza di Eduard e Mariana ci mostrano come l'amore umano è fondamento del matrimonio tra un uomo e una donna e può renderlo indissolubile, fedele e fecondo.
La fede in Dio non aggiunge nulla alla vita umana, ma consente di viverla in una prospettiva diversa: quella che non parte esclusivamente da se stessi e dal proprio punto di vista, ma che mette tutto in relazione a Dio e quindi porta a sperimentare ogni cosa, persona e situazione come relativa e non assolutamente necessaria.
Così il sacramento del matrimonio non aggiunge qualità all'amore umano, rendendolo più scadente rispetto a quello cristiano, ma consente ai coniugi di vivere la loro unione nell'ottica del dono ricevuto da Dio e non esclusivamente della scelta fatta con la sola propria volontà.

Premessa

Abbiamo detto che il sacramento del matrimonio non aggiunge nulla all’amore umano, ma consente di viverlo da una prospettiva di fede che aiuta a gustarne in pienezza tutta la portata.
Lasciamo ancora sullo sfondo il sacramento del matrimonio e continuiamo a concentrare l’attenzione su esperienze diversificate delle unioni coniugali tra un uomo e una donna.
Provate a confrontarvi su questi tre passaggi (non serve farli tutti):

  • a) A partire dalla testimonianza di Eduard e di Mariana dello scorso 17 gennaio e dal film “American life”, fate qualche risonanza su quello che vi ha colpito e che condividete e su quello che invece vi ha lasciato perplessi e che fate fatiche ad accogliere come significativo per voi. Se doveste sovrapporre l’esperienza dei protagonisti del film e quella di chi si sposa col sacramento del matrimonio quali somiglianze e differenze trovereste?
  • b) Leggete il testo dei “lineamenta” del sinodo dei vescovi sulla famiglia riguardante la questione dell’indissolubilità, con una attenzione particolare al fatto che anche chi non vive il matrimonio come sacramento, può comunque fare esperienza dell’unicità dell’amore che lo unisce all’altro/a coniuge o partner.
  • c) Provate a rispondere alle domande che poi faremo avere al centro diocesano di pastorale familiare, che poi le invierà alla CEI in vista del Sinodo Ordinario dei Vescovi di ottobre.




Gruppo 1- INDISSOLUBILITA’

L’indissolubilità del matrimonio e la gioia del vivere insieme

  • 21. Il dono reciproco costitutivo del matrimonio sacramentale è radicato nella grazia del battesimo che stabilisce l’alleanza fondamentale di ogni persona con Cristo nella Chiesa. Nella reciproca accoglienza e con la grazia di Cristo i nubendi si promettono dono totale, fedeltà e apertura alla vita, essi riconoscono come elementi costitutivi del matrimonio i doni che Dio offre loro, prendendo sul serio il loro vicendevole impegno, in suo nome e di fronte alla Chiesa. Ora, nella fede è possibile assumere i beni del matrimonio come impegni meglio sostenibili mediante l’aiuto della grazia del sacramento. Dio consacra l’amore degli sposi e ne conferma l’indissolubilità, offrendo loro l’aiuto per vivere la fedeltà, l’integrazione reciproca e l’apertura alla vita. Pertanto, lo sguardo della Chiesa si volge agli sposi come al cuore della famiglia intera che volge anch’essa lo sguardo verso Gesù. «L'autentico amore coniugale è assunto nell'amore divino ed è sostenuto e arricchito dalla forza redentiva del Cristo e dalla azione salvifica della Chiesa, perché i coniugi in maniera efficace siano condotti a Dio e siano aiutati e rafforzati nello svolgimento della sublime missione di padre e madre. Per questo motivo i coniugi cristiani sono fortificati e quasi consacrati da uno speciale sacramento per i doveri e la dignità del loro stato. Ed essi, compiendo con la forza di tale sacramento il loro dovere coniugale e familiare, penetrati dello spirito di Cristo, per mezzo del quale tutta la loro vita è pervasa di fede, speranza e carità, tendono a raggiungere sempre più la propria perfezione e la mutua santificazione, ed assieme rendono gloria a Dio» (Gaudium et Spes, 48).
  • 22. Nella stessa prospettiva, facendo nostro l’insegnamento dell’Apostolo secondo cui tutta la creazione è stata pensata in Cristo e in vista di lui (cf. Col 1,16), il Concilio Vaticano II ha voluto esprimere apprezzamento per il matrimonio naturale e per gli elementi validi presenti nelle altre religioni (cf. Nostra Aetate, 2) e nelle culture nonostante i limiti e le insufficienze (cf. Redemptoris Missio, 55). La presenza dei semina Verbi nelle culture (cf. Ad Gentes, 11) potrebbe essere applicata, per alcuni versi, anche alla realtà matrimoniale e familiare di tante culture e di persone non cristiane. Ci sono quindi elementi validi anche in alcune forme fuori del matrimonio cristiano –comunque fondato sulla relazione stabile e vera di un uomo e una donna –, che in ogni caso riteniamo siano ad esso orientate. Con lo sguardo rivolto alla saggezza umana dei popoli e delle culture, la Chiesa riconosce anche questa famiglia come la cellula basilare necessaria e feconda della convivenza umana.

Domande

  • 1. Quali sono le iniziative per far comprendere il valore del matrimonio indissolubile e fecondo come cammino di piena realizzazione personale? (cf. n. 21)
  • 2. Come proporre la famiglia come luogo per molti aspetti unico per realizzare la gioia degli esseri umani?
  • 3. Il Concilio Vaticano II ha espresso l'apprezzamento per il matrimonio naturale, rinnovando una antica tradizione ecclesiale. In quale misura le pastorali diocesane sanno valorizzare anche questa sapienza dei popoli, come fondamentale per la cultura e la società comune? (cf. n. 22)


Gruppo 2- FEDELTA’

Verità e bellezza della famiglia e misericordia verso le famiglie ferite e fragili

  • 24. La Chiesa, in quanto maestra sicura e madre premurosa, pur riconoscendo che per i battezzati non vi è altro vincolo nuziale che quello sacramentale, e che ogni rottura di esso è contro la volontà di Dio, è anche consapevole della fragilità di molti suoi figli che faticano nel cammino della fede. «Pertanto, senza sminuire il valore dell’ideale evangelico, bisogna accompagnare con misericordia e pazienza le possibili tappe di crescita delle persone che si vanno costruendo giorno per giorno. […] Un piccolo passo, in mezzo a grandi limiti umani, può essere più gradito a Dio della vita esteriormente corretta di chi trascorre i suoi giorni senza fronteggiare importanti difficoltà. A tutti deve giungere la consolazione e lo stimolo dell’amore salvifico di Dio, che opera misteriosamente in ogni persona, al di là dei suoi difetti e delle sue cadute» (Evangelii Gaudium, 44).
  • 25. In ordine ad un approccio pastorale verso le persone che hanno contratto matrimonio civile, che sono divorziati e risposati, o che semplicemente convivono, compete alla Chiesa rivelare loro la divina pedagogia della grazia nelle loro vite e aiutarle a raggiungere la pienezza del piano di Dio in loro. Seguendo lo sguardo di Cristo, la cui luce rischiara ogni uomo (cf. Gv 1,9; Gaudium et Spes, 22) la Chiesa si volge con amore a coloro che partecipano alla sua vita in modo incompiuto, riconoscendo che la grazia di Dio opera anche nelle loro vite dando loro il coraggio per compiere il bene, per prendersi cura con amore l’uno dell’altro ed essere a servizio della comunità nella quale vivono e lavorano.
  • 27. In tal senso, una dimensione nuova della pastorale familiare odierna consiste nel prestare attenzione alla realtà dei matrimoni civili tra uomo e donna, ai matrimoni tradizionali e, fatte le debite differenze, anche alle convivenze. Quando l’unione raggiunge una notevole stabilità attraverso un vincolo pubblico, è connotata da affetto profondo, da responsabilità nei confronti della prole, da capacità di superare le prove, può essere vista come un’occasione da accompagnare nello sviluppo verso il sacramento del matrimonio. Molto spesso invece la convivenza si stabilisce non in vista di un possibile futuro matrimonio, ma senza alcuna intenzione di stabilire un rapporto istituzionale.
  • 28. Conforme allo sguardo misericordioso di Gesù, la Chiesa deve accompagnare con attenzione e premura i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito, ridonando fiducia e speranza, come la luce del faro di un porto o di una fiaccola portata in mezzo alla gente per illuminare coloro che hanno smarrito la rotta o si trovano in mezzo alla tempesta. Consapevoli che la misericordia più grande è dire la verità con amore, andiamo aldilà della compassione. L’amore misericordioso, come attrae e unisce, così trasforma ed eleva. Invita alla conversione. Così nello stesso modo intendiamo l’atteggiamento del Signore, che non condanna la donna adultera, ma le chiede di non peccare più (cf. Gv 8,1-11).

Domande

  • 1. Come aiutare a capire che nessuno è escluso dalla misericordia di Dio e come esprimere questa verità nell’azione pastorale della Chiesa verso le famiglie, in particolare quelle ferite e fragili? (cf. n. 28)
  • 2. Come possono i fedeli mostrare nei confronti delle persone non ancora giunte alla piena comprensione del dono di amore di Cristo, una attitudine di accoglienza e accompagnamento fiducioso, senza mai rinunciare all’annuncio delle esigenze del Vangelo? (cf. n. 24)
  • 3. Che cosa è possibile fare perché nelle varie forme di unione – in cui si possono riscontrare valori umani – l’uomo e la donna avvertano il rispetto, la fiducia e l’incoraggiamento a crescere nel bene da parte della Chiesa e siano aiutati a giungere alla pienezza del matrimonio cristiano? (cf. n. 25)

  • Gruppo 3- FECONDITA’

    La trasmissione della vita e la sfida della denatalità

    • 57. Non è difficile constatare il diffondersi di una mentalità che riduce la generazione della vita a una variabile della progettazione individuale o di coppia. I fattori di ordine economico esercitano un peso talvolta determinante contribuendo al forte calo della natalità che indebolisce il tessuto sociale, compromette il rapporto tra le generazioni e rende più incerto lo sguardo sul futuro. L’apertura alla vita è esigenza intrinseca dell'amore coniugale. In questa luce, la Chiesa sostiene le famiglie che accolgono, educano e circondano del loro affetto i figli diversamente abili.
    • 58. Anche in questo ambito occorre partire dall'ascolto delle persone e dar ragione della bellezza e della verità di una apertura incondizionata alla vita come ciò di cui l'amore umano ha bisogno per essere vissuto in pienezza. È su questa base che può poggiare un adeguato insegnamento circa i metodi naturali per la procreazione responsabile. Esso aiuta avivere in maniera armoniosa e consapevole la comunione tra i coniugi, in tutte le sue dimensioni, insieme alla responsabilità generativa. Va riscoperto il messaggio dell’Enciclica Humanae Vitae di Paolo VI, che sottolinea il bisogno di rispettare la dignità della persona nella valutazione morale dei metodi di regolazione della natalità. L’adozione di bambini, orfani e abbandonati, accolti come propri figli, è una forma specifica di apostolato familiare (cf. Apostolicam Actuositatem, 11), più volte richiamata e incoraggiata dal magistero (cf. Familiaris Consortio, 41; Evangelium Vitae, 93). La scelta dell’adozione e dell’affidoesprime una particolare fecondità dell’esperienza coniugale, non solo quando questa è segnata dalla sterilità. Tale scelta è segno eloquente dell’amore familiare, occasione per testimoniare la propria fede e restituire dignità filiale a chi ne è stato privato.
    • 59. Occorre aiutare a vivere l'affettività, anche nel legame coniugale, come un cammino di maturazione, nella sempre più profonda accoglienza dell'altro e in una donazione sempre più piena. Va ribadita in tal senso la necessità di offrire cammini formativi che alimentino la vita coniugale e l'importanza di un laicato che offra un accompagnamento fatto di testimonianza viva. È di grande aiuto l’esempio di un amore fedele e profondo fatto di tenerezza, di rispetto, capace di crescere nel tempo e che nel suo concreto aprirsi alla generazione della vita fa l'esperienza di un mistero che ci trascende.

    Domande

    • 1. Quali i passi più significativi che sono stati fatti per annunziare e promuovere efficacemente la apertura alla vita e la bellezza e la dignità umana del diventare madre o padre, alla luce ad esempio della Humanae Vitae del Beato Paolo VI? Come promuovere il dialogo con le scienze e le tecnologie biomediche in maniera che venga rispettata l’ecologia umana del generare?
    • 2. Una maternità/paternità generosa necessita di strutture e strumenti. La comunità cristiana vive un’effettiva solidarietà e sussidiarietà? Come? È coraggiosa nella proposta di soluzioni valide a livello anche sociopolitico? Come incoraggiare alla adozione e all’affido quale segno altissimo di generosità feconda? Come promuovere la cura e il rispetto dei fanciulli?
    • 3. Il cristiano vive la maternità/paternità come risposta a una vocazione. Nella catechesi è sufficientemente sottolineata questa vocazione? Quali percorsi formativi vengono proposti perché essa guidi effettivamente le coscienze degli sposi? Si è consapevoli delle gravi conseguenze dei mutamenti demografici?
    • 4. Come la Chiesa combatte la piaga dell’aborto promuovendo un’efficace cultura della vita?


    P.S. UNA PROPOSTA PER IL CAMMINO DAVANTI A NOI

    Prendendo spunto dalla vicenda del film “American Life” potremmo visitare l’esperienza dell’errare nel suo duplice significato di “camminare” e di “sbagliare” nella vita di tutti i giorni e in particolare in quella di sposi e genitori.




    RISONANZA – GRUPPO 1 – INDISSOLUBILITA' (Laura e Gionata)

    Rispetto alla visione del film “American Life” e al tema affidato al nostro gruppo, ci ha colpito molto la scena dove i due protagonisti si ritrovano in giardino e iniziano a farsi promesse: “Mi prometti che non mi lascerai mai? E tu mi prometti che...?”. Una serie di promesse puramente umane che sottolineano la volontà di contare solo su se stessi, di provare a far leva sull'aspetto solamente umano di fronte alle prove e alle vicissitudini quotidiane della vita insieme. Questo però ha un limite, basti pensare (sempre nel film) all'incontro con la coppia che ha vissuto 5 aborti spontanei: non si riesce a trovare un senso alla sofferenza. L'umanità sbatte contro la realtà. In fondo, umanamente nessuno può dare senso a una vita che abortisce. Soltanto Dio può.

    Allo stesso modo noi come persone singole non siamo capaci di amare indissolubilmente. E' Dio che garantisce per noi l'indissolubilità, l'infinito, il “per sempre” del nostro legame. Per questo non possiamo dire che il sacramento del matrimonio non aggiunge niente all'amore umano!

    Per costruire una famiglia, i due protagonisti capiscono che devono trovare la forza dentro di loro. Però è significativo che abbiano trovato il luogo dove crescere la loro bambina proprio tornando alle radici famigliari di lei. Una casa piena di ricordi, di relazioni concrete, positive, sicure. La famiglia è segno di stabilità in mezzo alle stranezze incontrate finora sul loro cammino. Questo ci fa capire ancora di più quanto sia importante la famiglia, come vera e propria palestra di vita per i figli che un domani dovranno uscire e “affrontare la giungla” del mondo.

    Riguardo alla testimonianza di Eduard e Marianna, ci siamo chiesti: qual è la verità profonda del sacramento del matrimonio? Tutti hanno la loro verità ma nessuno sa spiegare quale sia. Eduard sentiva che gli mancava qualcosa...ma non ha saputo spiegare esattamente cosa. Forse anche nei corsi fidanzati si tende ad essere troppo teologici con le coppie, che invece poi si trovano ad affrontare problemi molto concreti e quotidiani e rischiano di non riconoscere nel sacramento quel dono grande da scartare e mettere al centro della propria vita.

    Parlare di differenze tra matrimonio naturale e sacramento non è da intendere come una questione di amore o di affetto. Due persone con o senza sacramento possono infatti volersi bene e andare avanti insieme allo stesso modo. E' la dimensione spirituale che cambia: con il sacramento Gesù sale sulla barca della nostra vita. Sta a noi la scelta: tenere noi il timone (uno dei due sposi soltanto o tutti e due insieme), oppure invece affidarlo completamente a Gesù perché sia Lui a guidarci. Un'altra cosa è la possibilità di portare Dio nella propria vita: due persone battezzate e non sposate possono comunque portare Dio nella loro vita, in forza del battesimo ricevuto: anche in questo caso però bisogna avere la volontà di farlo.


    RISONANZA – GRUPPO 2 – FEDELTA' (Elisa e Vanny)

    Dopo aver fatto un breve riassunto sul film “American Life” ci siamo confrontati sul tema del “per sempre” relazionato al film stesso ed è emerso che la paura che hanno i protagonisti è proprio perché gli manca questo punto fermo. Perché l’amore umano non basta a nessuno. Per questo si fanno tutte quelle promesse, che alla fine sostituiscono il nostro “per sempre”. In vista dell’arrivo di un figlio, e dato che gli appoggi non sono sufficienti, loro creano qualcosa che li stabilizzi. Qualcosa che li renda ancora più uniti. Questo alla fine è anche quello che hanno fatto Eduard e Marianna. La differenza tra una coppia sposata civilmente e una sposata in Chiesa è solamente quella che la prima (come la coppia del film) cerca appoggi esterni. Vedi infatti, dopo la notizia che i genitori di lui sarebbero andati via senza nemmeno aspettare la nascita della bimba, cosa decidono di fare loro. Si sentono soli, e si sentono di non farcela, quindi partono sperando di trovare risposte nelle persone che conoscono. Una coppia di sposi in Chiesa invece questa risposta dovrebbe trovarla in Dio, chiedendo aiuto a Lui.

    Provando invece a leggere il testo dei “lineamenta” è emerso che noi dobbiamo evangelizzare. Come Gesù predicava il Vangelo e lo portava in mezzo alla gente perché è Lieta Notizia, anche noi dobbiamo fare lo stesso. E’ incontrando le persone e parlando con loro che possiamo fargli conoscere Gesù e far capire loro che nessuno è escluso. Bisogna relazionarsi, comunicare e cercare di capire i bisogni delle persone che ci circondano.

    PS nel gruppo ci è stato anche consigliata la lettura del libro I 5 LINGUAGGI DELL’AMORE.


    RISONANZA – GRUPPO 3 – FECONDITA’ (Diego e Sara)

    In riferimento al film gli aspetti che hanno colpito sono stati vari:

    • l'egoismo dei suoceri, alla notizia dell'arrivo del nipotino annunciano che se ne vanno in viaggio per due anni;
    • la famiglia new age;
    • La coppia di protagonisti che non è unita nell'affrontare l'arrivo di una nuova vita; lei è molto impaurita, assieme al compagno ricercano nelle altre persone un equilibrio che forse non hanno mai avuto;
    • la coppia matura, ossia i genitori di lui, perché sembrano la famiglia più normale di tutto il film, in quanto, nonostante l'età, hanno un obiettivo ben chiaro e di coppia: fare un viaggio assieme.

    Per quanto riguarda il tema della fecondità, dentro a questa parola c'è un invito ad andare oltre, senza fermarsi alle primarie difficoltà economiche o di gestione. La fede aiuta molto nell'affrontare l'arrivo di una nuova vita. I figli hanno sì un costo, ma in termini di tempo, di attenzione, di amore, di cura… ma diventa un sentiero pericoloso da percorrere se si quantifica troppo la capacità di dare loro cose, abiti di marca… Il papa ribadisce però che la paternità deve essere responsabile e ci vuole un minimo di pianificazione.