Incontro del 19 dicembre 2015

QUANDO L'ARTE RACCONTA LA VITA: ERRARE

"I clandestini che eravamo" di Marcella Brancaforte e "Riposo nella fuga in Egitto" di Caravaggio


Partendo da due opere artistiche

Illuminati dalla Parola di Dio…
L’arameo errante (Dt 26,5-10)

«…tu pronuncerai queste parole davanti al Signore tuo Dio: Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa».

Errare nel suo duplice significato:

  • 1. camminare, procedere, peregrinare, vagare: ci sono tanti tipi di errare;
    • con una meta ben precisa (spostamento di luogo, gps, mappa);
    • senza meta (cfr. vagabondi, senza fissa dimora…Abramo)
    • girando su stessi (cfr. carcerati nell’ora di aria…)
    • alla ricerca di un tesoro o all’avventura
    • di chi scappa da situazioni disumane (cfr. profughi, esiliati…)
    • di chi fugge da se stesso alla ricerca di un sogno…
  • 2. sbagliare, deviare, fallire il bersaglio, peccare…
    • con la consapevolezza di aver sbagliato e con un pentimento già in atto;
    • con la fatica a riconoscere l’errore commesso e la rabbia verso gli altri;
    • con la rassegnazione a non poter mai cambiare se stessi, gli altri, il mondo;
    • con la frustrazione di non riuscire a migliorare;

Desideriamo farci “compagni di viaggio” di chiunque è in cammino: gli uni degli altri, visto che chi si ferma è perduto e che perciò tutti siamo perennemente chiamati a procedere: ma verso dove? C’è una meta che ci accomuna? Si direbbe di no! Oggi la frammentazione e l’intreccio di culture, razze, religioni porta per certi aspetti a confonderci tra gli altri; d’altro canto è pur vero che l’incontro col diverso è fonte di arricchimento oltre che occasione di incontro /scontro.

Dio è per sua natura “altro da sé”, perché in continua relazione con quel Figlio che si è fatto uomo proprio per mostrare un Dio il cui volto è “rivolto” a noi. Dio è “persona” e non individuo e la relazione con lui è personale, proprio perché apre al dialogo con gli altri. La misericordia di Dio è per tutti e non solo per alcuni.

Riflettendo il suo essere misericordioso e disponibile a farsi prossimo ad ogni donna e uomo, anche noi ci facciamo accanto ad ogni persona piegata su se stessa e piagata da ogni sorta di ferita. Il nostro camminare prenda il ritmo dei passi dell’altro, chiunque esso sia. Il passo dei pellegrini e degli erranti alla ricerca di Dio, il passo degli esploratori e dei cercatori di fortuna, il passo dei migranti e dei missionari, il passo di chi è guidato da un sogno e di chi invece a perso la speranza e fugge da se stesso, il passo di chiunque è in cammino verso traguardi conosciuti e anche quello di chi vaga senza meta.

….arriviamo a noi
Per il lavoro di gruppo
a. Cosa mi suggestiona maggiormente di quanto visto e ascoltato?
b. Quale viaggio sto facendo?
c. Come credo la misericordia di Dio? Come mi aspetto che si manifesti a noi?